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Il complesso

Il castello

evento in corso

Mostra d´arte - Jacques Guidon

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inizio:Ieri
fine:31.10.17

alla mostra

Mostra permanente

Via Claudia Augusta

Via Claudia Augusta

Una strada principale romana che attraversa la Val Venosta

alla mostra

Il portone

Il portone del castello ha origini romaniche. La strombatura a tutto sesto in pietra del portone è stata recuperata dai detriti del fossato durante i restauri del 1962/64 e ricostruita accuratamente.

La corte

La corte, caratterizzata da una pianta molto stretta e angolosa per una lunghezza di 25 metri, presenta scalinate esterne e arcate di diverse altezze, offrendo un’immagine particolarmente pittoresca. La corte viene attraversata da un’arcata che sostiene un passaggio con copertura in legno: si tratta del collegamento fra l’ala sud e l’ala della cappella.

Lo stemma in bassorilievo

Nel muro della corte è incastonato un bassorilievo in pietra raffigurante uno stemma contrassegnato con l’anno 1557: in alto appare lo stemma austriaco, in basso lo stemma dell’alleanza di Franz Hendl e Maria Botsch.

La cucina

La cucina fa parte presumibilmente del corpo più antico del castello e, nere come il carbone, hanno mantenuto questo aspetto estremamente antico fino ad oggi. Piccole finestre disseminate in modo irregolare lasciano entrare un po’ di luce e il pavimento è lastricato con massicce lastre di pietra. Le pareti verticali si restringono a imbuto formando una cappa fumaria che termina in un camino che sbuca molto in alto. Sotto la cappa si trova l’imponente focolare, rivestito di placche di pietra. Lo scarico in pietra permetteva all’acqua di scolo di fuoriuscire dall’edificio gettandosi direttamente sulle rocce sottostanti il castello. Attraverso un passavivande (apertura nella parete), il cibo veniva passato nella zona abitativa. Anche la stufa veniva alimentata dalla cucina, il fumo vi tornava indietro.

La stanza del bovindo

Questa stanza prende il proprio nome dal bovindo che esce sul lato meridionale del castello. Prima dei restauri degli anni ’60 si trovava in stato di completa rovina. Mancavano il soffitto e il pavimento. Tracce di legno carbonizzato lasciavano intuire l’antica presenza di un rivestimento di tavole. La Soprintendenza di Verona approfittò della secolare tradizione del luogo nella lavorazione artigianale del legno e apportò delle soluzioni ispirate agli antichi criteri costruttivi. Il soffitto gotico a travi è opera di artigiani locali.

I bastioni circolari

Nel Castello di Castelbello è chiaramente visibile il passaggio da fortezza a castello, a residenza principesca di una nobile casata. Lo sottolineano i bastioni circolari, elementi puramente decorativi. Si tratta di un palazzo e al contempo di una fortezza. I bastioni circolari e le sale conferiscono una certa solennità a tutto il complesso.

Il palazzo

Il palazzo, inizialmente di soli due piani e successivamente di tre, fungeva da corpo abitativo centrale. Come dimostrano i resti al primo piano, il palazzo era ornato con pitture decorative. Ugualmente si scorgono ancora i resti di un camino rinascimentale in marmo.